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giovedì 25 novembre 2010

Cristo-Pan.

I Tornata da Milano, mi godo l'ultimo mese nell'Isola.
Spesso il nichilismo si impadronisce dei miei sentimenti. Segue un entusiasmo smodato e anche molto fuori luogo.
Di oggettivo, se mi è permesso di usare questo termine senza scadere nell'improprietà, c'è che guardo a certe esperienze che hanno riempito innumerevoli vuoti rendendoli ancora più vuoti durante questi anni vissuti nella mia terra desolata, con affetto disincantato, con la consapevolezza che nulla di quello che ho fatto ritornerà.

II Assisto allo spettacolo della politica ormai comodamente seduta sul divano della cucina-soggiorno della mansarda. Se vado a qualche assemblea, così per caso, non mi sento più fuori luogo, ma un pò in anticipo sul percorso. So di essere tracotante, ma forse per la prima volta giusta con me stessa. Invece uno dei miei fratelli, un giusto più di me, si prende un pò  meno sul serio di me e passa ancora il sabato pomeriggio a " parlare di niente e fare polemiche inutili" (Cfr. il giusto più di me).
Scelte. Modi di fare. Ma non ancora di vivere.
Infine, o prima di tutto (?) questo, c'è Albert Camus.

lunedì 27 settembre 2010

Estetica passione.

Vorrei continuare a vivere per i miei amici. Vorrei poter trovare per sempre il tempo di preparare delle sontuose cene per tutti loro. Iniziare, come già faccio perché quasi non lavoro, alle tre del pomeriggio a cucinare. Rompere il guscio dell'uovo, separare i tuorli dall'albume, il rosso dal bianco, mentre fuori piove e qualche tuono giustamente tuona perché non potrà assaggiare il mio tiramisù.
Si. Mi piacerebbe che il tempo si fermasse, che la vita potesse regalarmi per sempre questi pomeriggi pieni di pioggia, di autunno e di grembiuli stretti in vita, come a ricordarmi che anche io ho un punto vita.
Poi seguirebbe la preparazione del caffè Illy per il tiramisù. Quindi, pausa caffè anche per me e non solo per i savoiardi Bistefani. Mentre fuori dovrebbe continuare a piovere. E il cielo bianco come un albume montato dovrebbe rinverdire i miei occhi, perché è giunta l'ora di piangere insieme alla compagna cipolla che si prepara a morire di una morte felice. E lenta. Tra le mie mani. Rivivrà nei nostri palati, insieme al salame d'Ungheria, lo stesso delle gotine rosse di Sissi.
E dopo un pò avremo anche il rotolo di frittata alla cipolla, certosa e salame e un altro rotolo di pancarrè con stracchino, champignon e speck. Per un tripudio di gusti che si avvinghiano tra di loro. Forti, affettati. Perché i gesti affettati aggiungono fascino alla vita. Noi lo sappiamo. E anche gli insaccati lo sanno. La frittatina e il rotolino di pancarrè saranno accompagnati da un Insolia gioioso, come il mio cuore pieno di amore per gli antipasti.
Per il primo e il secondo l'autunno ha pensato di regalarci carne e funghi porcini. Funghi porcini, come porcina sono io, perché nascosta dietro ai fornelli d'autunno, come loro in un sottobosco d'ottobre. Cucineremo risotto ai funghi porcini e straccetti di filetto in aceto balsamico un pizzico di vino rosso, zucchero e cipolla, funghi porcini, pepe nero e scaglie di grana. Accompagnare con un rosso Passo Pisciaro del 2007 per allontanare l'angoscia del tempo che ci abbandona.
Perché la felicità ritorni lungo le strade del mio e del nostro paterno stato traditore.

mercoledì 3 marzo 2010

La peste.

Perché aggiornare questo blog?

martedì 27 ottobre 2009

File d' anime lungo la cornice.

Il Nord Est è un' esperienza che mi mancava.
E non credo comunque di potere parlare ancora di esperienza. Il mio è stato solo un viaggio.
Un viaggio verso la malinconia e verso una forma di frontiera che, come qualcuno mi ha detto, forse non esiste.
Ma cos'è, poi, una frontiera?
E' una definizione storica? Si, lo è.
E' una definizione superata? Forse si. Forse no.
Se ripenso ai versi di Mario Luzi, leggo bene queste parole: " Poco dopo si è qui come sai bene,/ file d' anime lungo la cornice: CHI PRONTO AL BALZO, CHI QUASI IN CATENE" e mi chiedo se sia plausibile pensare che per un triestino la frontiera si possa trasformare in uno spazio interiore sempre valido, una condizione d' esistenza. Non priva di conflitti.
Non ho ben capito, ma c' era qualcosa che mi sembrava tenere Trieste in catene.
Come se dietro quella meravigliosa malinconia ci fosse qualcosa di inquietante da liberare. E' per questa ragione che vorrei ancora parlare di " frontiera": perché l' anima è una frontiera. E a Trieste lo è ancor di più.
Mentre si rientra, poi, s' incontra quasi sempre Venezia, con la sua grazia decadente, dai contorni fisici che sono ancora quelli dei quadri di Francesco Guardi che l' ha raccontata dipingendo i suoi contenuti che trascolorano nell' acqua torbida ma dolce e i calli grigi pieni di segreti d' autunno.
Su di lei, concordo con Camus, che nelle parole che seguono, però, si rivolgeva ad Amsterdam:

Amo questa gente che formicola sui marciapiedi, costretta in un piccolo spazio di case ed acqua,
assediata da nebbie, da terre fredde e da un mare che fuma come un bucato. Mi piace perché è duplice.
Sta qui e altrove.



Ottobre sta finendo.






venerdì 4 settembre 2009

" La simpatia... un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi".

Ho finito di leggere La caduta di Albert Camus.
E credetemi: nel cinquantasei lui aveva già capito tutto. Tutto.
Nulla è estraneo, nulla è troppo remoto da mettere in pratica.

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La mia foto
Laureata in Lettere presso l' Università di Catania e diplomata alla Scuola d'Arte drammatica " U. Spadaro" del Teatro Stabile di Catania.