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martedì 27 ottobre 2009

SUL NUOVO PARTITO DEMOCRATICO.

Vince Bersani. Rutelli e Binetti stanno per lasciarci. E io ritorno a scrivere su " Il pianoforte", un blog che non vuole stare sulla notizia perché non gli importa poi tanto di starci.
Su queste Primarie qualcosa vorrei dirla. E mi piace, qui, partire dal siciliano Marino, per poi finire col nostro segretario Pierluigi.
Marino è stato bravo. Forse però, questo meccanismo delle primarie che spinge ad un entusiasmo coatto, molto spesso privo di riflessione, ha convinto certuni a votare Marino, oltreché per il programma, anche e sorattutto per esprimere l' esigenza di ripristinare l' etica del voto d' opinione, che però non è che abbia molto a che fare con le primarie. E' preoccupante ammettere che le primarie possano essere un luogo che permette all'elettore di esplicitare un bisogno, che non è semplicisticamente quello del rinnovamento, ma quello di ridare qualità alla democrazia, attraverso un voto che non sia preordinato. Ma se per adesso quello che ci rimane sono le primarie, che tanto ricordano il presidenzialismo americano,. pazienza. Prima o poi la finiremo. E del voto d'opinione se ne occuperà una nuova legge elettorale, sulla quale si discuterà in Parlamento.
Ma torniamo ai nostri candidati e a queste benedette primarie. Per cui, secondo me, la politica deve ripartire da una sana idea di amministrazione. Amministrazione del partito, del territorio e soprattutto delle IDEE. ( Cose che sul " Pianoforte" sono state scritte più volte) . Le battaglie di Marino sono belle e utili, ma hanno ancora un tono romantico che l' Italia non può concedersi.
Il voto a Bersani era dunque necessario.
E adesso non possiamo permetterci di essere scettici. Dobbiamo invece essere pronti a proporci e se neanche stavolta ci ascolteranno, si può sempre decidere di stare da un' altra parte.
Questo partito secondo me può avere da oggi l' ambizione di diventare un luogo d' esperienza.

Prendiamoci questa esperienza. E se non sarà libera, ce ne torneremo da dove siamo partiti.
Auguri a Bersani.

giovedì 16 luglio 2009

Make sure that... ovvero: CHIARIAMOLO!

In posta privata su facebook, qualcuno mi ha fatto notare che nel post Apparat, presente nel mio blog, sono a tratti criptica. Soprattutto quando mi riferisco alla Serracchiani. Bene: a questo qualcuno rispondo che non bisogna prendere le mie parole sempre sul serio.
Nonostante questo, tengo a specificare che di serio, in quel post, c'è che io credo ancora che Franceschini sia una candidatura d' apparato, perché Veltroni ha cercato ( ma anche no!) di gestire questo partito benedetto che si chiama Pd sin dalla sua nascita. Dunque Veltroni e chi sostiene Franceschini sono funzionari che hanno sostenuto il Pd dello stesso Veltroni. Tra di loro c'è persino chi è stato messo da parte dal vertice umano dell' apparato ex diessino, D' Alema. Ne deduco che il veltronismo e gli accantonati da M. D. vogliono ora la rivincita sul vecchio apparato per conclamare la presenza di un nuovo apparato. Non so se sono stata chiara.
Per cui gli apparati che adesso si scontrano ( si prega di prendere le mie parole con le pinze!) sono in realtà due, ossia: l' elìte dalemiana da una parte e il Pd veltroniano e i delusi ( anche se l' appropriatezza di questo termine è da discutere!) dal solito atteggiamento superiore di M. D. dall' altra.
Personalmente temo un disastro. Ma domani potrei già star meglio.
Certo è che io mi accontentei di un partito che alle prossime Politiche facesse l' otto per cento, purché fosse pulito e unito.
Del resto spiegatemi che differenza potrebbe esserci tra un partito che rimarrà all' opposizione col ventisei per cento, ma spaccato in mille pezzi e un altro che continuerà a fare opposizione con una linea politica seria e che raggiunge, appunto, l' otto per cento.
Spiegatemelo.



PS: dimenticavo che c'è anche quel brav' uomo di Ignazio Marino. Ma questa è un' altra storia.

lunedì 6 luglio 2009

E ti vengo a cercare ... DUE.

Che Fulvio Abbate avesse i tratti del genio lo avevo capito già da tempo.
Con Teledurruti (che ho scoperto da quasi un anno grazie a una persona con cui litigo spesso in internet, ma che voglio molto bene), poi, Abbate è proprio entrato nelle mie grazie.
Oggi su facebook, il genio pubblica un suo articolo uscito su EPolis, che pubblico qui di seguito:


Fulvia Abbate su Debora Serracchiani, uscito oggi su EPolis.
Di Fulvio Abbate
Debora Serracchiani, nuova campionessa di stile libero del Partito democratico, è una ragazza di quasi quarant’anni. Dunque, la stella più giovane, eletta per acclamazione mediatica, complice YouTube, durante un’assemblea piuttosto pallosa, formale. Avvenne così: presente il segretario Franceschini, Debora prende la parola conquistando l’attenzione di tutti. In breve, la ragazza dice ai dirigenti: cari signori, così non va, nel Pd non c’è democrazia, non c’è ricambio, non c’è prospettiva, così non sconfiggeremo mai Berlusconi, così facendo saremo ora e sempre condannati all’antipatia. Ne segue un diluvio di applausi. Un istante dopo, lo stesso segretario, sente impellente il dovere di cooptarla, insieme all’ex di se stesso Walter Veltroni, ai piani alti, anzi, alle terrazze di un partito in picchiata. Sempre così facendo, in meno di tre mesi, Debora, avvocato romano prestato professionalmente alla città di Udine, diventa l’alternativa “giovane” ai “vecchi”, usurati, “impresentabili”, “professionisti della politica” del centro-sinistra. Lo sbocco naturale? Candidarsi direttamente alla guida del partito accompagnata nell’impresa da altri “ragazzi” non meno perbenino, senza mai un ciuffo fuori posto, forse perfino “fighetti”, ossia politicamente rassicuranti. Proprio quel che ci vuole per dimostrare, anzi, confermare che il Pd è davvero “musica leggera per ceti medi”, come sostiene qualcuno, come già ha ampiamente preteso, almeno fin qui, lo sconfitto Veltroni. Dall’altro lato della barricata interna, sfavilla intanto il dalemiano Pierluigi Bersani, bella faccia decisamente attendibile. Debora in ogni caso, almeno secondo un sondaggio de “L’espresso”, appare in piena forma. Il carburante che la spinge verso l’alto? La diffidenza verso una politica affidata alle facce di bronzo, ai vecchi volponi professionalmente testati in mille battaglie, compresa la capacità di parlare davanti alla fabbrica in procinto di chiudere. Il dubbio però aleggia: quando si tratterà di far ragionare i ruvidi tassisti o magari i disoccupati che innalzano la statua di San Precario, saprà la Serracchiani offrire loro le armi e le parole di una prospettiva? O piuttosto darà l’impressione d’essere al massimo perfetta per la “prima” dell’imminente film di Nanni Moretti? Vista la storia della sinistra che comunque anticipa l’arrivo del blando Pd, non sono affatto problemi secondari. O no?

"EPolis", 6 luglio 2009


Come ben si può notare dal mio miserrimo blog, l' associazione Moretti- Serracchiani non è nuova a Il pianoforte. Anche io, infatti, ieri pensavo che alla Serracchiani poco manca per divenire un' attrice morettiana di stile. Così ho ipotizzato che il battiatesco E ti vengo a cercare cantato da Nanni potesse riferirsi a una donna come Debora. Chissà però se Moretti si è reso conto che il suo asso nella manica esiste già e se l' è fatto strappare come un becco dalle braccia malvage di questa politica di centrosinistra, che consente facilmente alla gente con un pò di fantasia di fare libere associazioni tra arte e politica che usano gli stessi soggetti senza che chi associa si metta d' accordo sui personaggi sui quali incentrare il racconto.
E a questo punto io mi chiedo: siamo noi elettori di sinistra e centrosinistra a non avere più fantasia o sono loro, questi artisti del vivere civile e dai sani principi, a non averne più?
Con tale interrogativo non intendo insinuare che da ora in poi dobbiamo ripromuovere il messaggio della fantasia al potere, perché mi sembra anacronistico.
Certo è, però, che in certi casi noi osservatori del mondo siamo diventati troppo intelligenti, troppo logici ... troppo intuitivi.
Ed è giunta l' ora che qualcuno si assuma la responsabilità di farci capire che in fondo siamo ancora parecchio idioti.
Posto ciò, domani, purtroppo, faccio la tessera al Pd.
Mi sembra giusto farlo. Altrimenti non avrebbe senso indignarsi! :-)



Nulla è estraneo, nulla è troppo remoto da mettere in pratica.

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Laureata in Lettere presso l' Università di Catania e diplomata alla Scuola d'Arte drammatica " U. Spadaro" del Teatro Stabile di Catania.