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giovedì 25 novembre 2010

Cristo-Pan.

I Tornata da Milano, mi godo l'ultimo mese nell'Isola.
Spesso il nichilismo si impadronisce dei miei sentimenti. Segue un entusiasmo smodato e anche molto fuori luogo.
Di oggettivo, se mi è permesso di usare questo termine senza scadere nell'improprietà, c'è che guardo a certe esperienze che hanno riempito innumerevoli vuoti rendendoli ancora più vuoti durante questi anni vissuti nella mia terra desolata, con affetto disincantato, con la consapevolezza che nulla di quello che ho fatto ritornerà.

II Assisto allo spettacolo della politica ormai comodamente seduta sul divano della cucina-soggiorno della mansarda. Se vado a qualche assemblea, così per caso, non mi sento più fuori luogo, ma un pò in anticipo sul percorso. So di essere tracotante, ma forse per la prima volta giusta con me stessa. Invece uno dei miei fratelli, un giusto più di me, si prende un pò  meno sul serio di me e passa ancora il sabato pomeriggio a " parlare di niente e fare polemiche inutili" (Cfr. il giusto più di me).
Scelte. Modi di fare. Ma non ancora di vivere.
Infine, o prima di tutto (?) questo, c'è Albert Camus.

martedì 10 novembre 2009

Con un pò di ritardo...

Aggiornamenti sull'Assemblea Nazionale del Pd, svoltasi a Roma il 7 novembre:
Presidente: Rosy Bindi
Vicepresidenti: Marina Sereni e Ivan Scalfarotto
Vicesegretario: Enrico Letta.
Tra i membri della Direzione Nazionale, di diritto c'è ovviamente anche Fausto.
Il suo intervento all'Assemblea lo si può ascoltare cliccando sul titolo del post.

martedì 27 ottobre 2009

SUL NUOVO PARTITO DEMOCRATICO.

Vince Bersani. Rutelli e Binetti stanno per lasciarci. E io ritorno a scrivere su " Il pianoforte", un blog che non vuole stare sulla notizia perché non gli importa poi tanto di starci.
Su queste Primarie qualcosa vorrei dirla. E mi piace, qui, partire dal siciliano Marino, per poi finire col nostro segretario Pierluigi.
Marino è stato bravo. Forse però, questo meccanismo delle primarie che spinge ad un entusiasmo coatto, molto spesso privo di riflessione, ha convinto certuni a votare Marino, oltreché per il programma, anche e sorattutto per esprimere l' esigenza di ripristinare l' etica del voto d' opinione, che però non è che abbia molto a che fare con le primarie. E' preoccupante ammettere che le primarie possano essere un luogo che permette all'elettore di esplicitare un bisogno, che non è semplicisticamente quello del rinnovamento, ma quello di ridare qualità alla democrazia, attraverso un voto che non sia preordinato. Ma se per adesso quello che ci rimane sono le primarie, che tanto ricordano il presidenzialismo americano,. pazienza. Prima o poi la finiremo. E del voto d'opinione se ne occuperà una nuova legge elettorale, sulla quale si discuterà in Parlamento.
Ma torniamo ai nostri candidati e a queste benedette primarie. Per cui, secondo me, la politica deve ripartire da una sana idea di amministrazione. Amministrazione del partito, del territorio e soprattutto delle IDEE. ( Cose che sul " Pianoforte" sono state scritte più volte) . Le battaglie di Marino sono belle e utili, ma hanno ancora un tono romantico che l' Italia non può concedersi.
Il voto a Bersani era dunque necessario.
E adesso non possiamo permetterci di essere scettici. Dobbiamo invece essere pronti a proporci e se neanche stavolta ci ascolteranno, si può sempre decidere di stare da un' altra parte.
Questo partito secondo me può avere da oggi l' ambizione di diventare un luogo d' esperienza.

Prendiamoci questa esperienza. E se non sarà libera, ce ne torneremo da dove siamo partiti.
Auguri a Bersani.

mercoledì 2 settembre 2009

Mi darò alle lezioni private di Latino e Italiano.

Stanotte sono tendenzialmente portata a scrivere la verità.
E la verità è che il Partito Democratico è un progetto fallito. In Sicilia più che mai. La verità è che questa tremenda accozzaglia d' individui, dei quali peraltro io faccio parte, vive solo di nostalgie e conformismi. Il Pd morirà sepolto dalla propria ignoranza, ingoiato dall' assenza di spirito d' appartenenza ( ALLA GENTE!).
In questo momento prenderei a calci chiunque mi dicesse che dovrei pensare a quello che dico.
E, tanto per intenderci: NON ME FREGA UN TUBO DI NON AVER FATTO PARTE DELLA SINISTRA GIOVANILE! Sarà pure stato bello, ma bisogna riconoscere che un' era è finita e, proprio A CAUSA di questo, un' altra non ha avuto la possibilità di iniziare.
Ecco. Vorrei semplicemente che fosse chiaro che la nostalgia non ha senso. E non trovo divertente che certi amici si emozionino se tra di loro capita ancora di darsi del compagno.
Concludo riportando le parole di uno dei ragazzi più intelligenti che io conosca, al quale ho domandato come si sentisse in questa fase precongressuale e lui mi ha semplicemente risposto usando le seguenti parole:

Nun mi ni futti 'ncazzu.


E non per nostalgia, ma perché adesso LAVORA.
Così io affermo che lavorare è molto più utile che far finta di essere liberi di aderire ad un progetto politico ampio. Talmente ampio da essere costretto a fare la dieta, altrimenti scoppia!
Ma a me, della salute del Piddì, importa sempre meno anche perché lui non si è MAI preoccupato della mia. E non lo farà mai!

giovedì 16 luglio 2009

Make sure that... ovvero: CHIARIAMOLO!

In posta privata su facebook, qualcuno mi ha fatto notare che nel post Apparat, presente nel mio blog, sono a tratti criptica. Soprattutto quando mi riferisco alla Serracchiani. Bene: a questo qualcuno rispondo che non bisogna prendere le mie parole sempre sul serio.
Nonostante questo, tengo a specificare che di serio, in quel post, c'è che io credo ancora che Franceschini sia una candidatura d' apparato, perché Veltroni ha cercato ( ma anche no!) di gestire questo partito benedetto che si chiama Pd sin dalla sua nascita. Dunque Veltroni e chi sostiene Franceschini sono funzionari che hanno sostenuto il Pd dello stesso Veltroni. Tra di loro c'è persino chi è stato messo da parte dal vertice umano dell' apparato ex diessino, D' Alema. Ne deduco che il veltronismo e gli accantonati da M. D. vogliono ora la rivincita sul vecchio apparato per conclamare la presenza di un nuovo apparato. Non so se sono stata chiara.
Per cui gli apparati che adesso si scontrano ( si prega di prendere le mie parole con le pinze!) sono in realtà due, ossia: l' elìte dalemiana da una parte e il Pd veltroniano e i delusi ( anche se l' appropriatezza di questo termine è da discutere!) dal solito atteggiamento superiore di M. D. dall' altra.
Personalmente temo un disastro. Ma domani potrei già star meglio.
Certo è che io mi accontentei di un partito che alle prossime Politiche facesse l' otto per cento, purché fosse pulito e unito.
Del resto spiegatemi che differenza potrebbe esserci tra un partito che rimarrà all' opposizione col ventisei per cento, ma spaccato in mille pezzi e un altro che continuerà a fare opposizione con una linea politica seria e che raggiunge, appunto, l' otto per cento.
Spiegatemelo.



PS: dimenticavo che c'è anche quel brav' uomo di Ignazio Marino. Ma questa è un' altra storia.

martedì 14 luglio 2009

In medio stat virtus.

Bene.
L' argomento su cui pare che bisogna imbattersi in questo periodo è Beppe Grillo.
Anche se io non avrei voluto parlarne, giuro. A me dà fastidio la fantapolitica. A me dà fastidio chi non rimane al proprio posto, chi non decide da che parte stare nella vita. Eppure le possibilità di scelta mi sembrano poche: o con sé stessi o contro sé stessi. Voi cosa scegliereste? Io probabilmente la prima che ho scritto! Ma Grillo è una persona diversa da me e da tanti, questo è chiaro. Lui ... lui è speciale! Sara per questo che ha deciso di sedersi dalla parte del torto.
Ma veniamo al dunque. E il dunque di questa notte è che io mi sono stancata di vedere che la gente non si rassegna a vivere serenamente, quando io ci sto già provando a ventisette anni. Io mi sono stancata di sentire tutte queste persone che annunciano la rinascita urlando, perché io non me ne faccio niente delle urla. Ho sempre preferito il dialogo sommesso ma concreto ai comizi da protagonisti di quartiere.
E soprattutto non voglio sentire che uno come Grillo parla alla gente. No! Questo proprio non lo voglio sentire. Non voglio che mi si dica che Grillo ha un programma, perché qualsiasi uomo o donna su questa terra può avere un programma politico, se ce lo ha Grillo. Se vogliamo fare denuncia aggressiva, giusto perché " a noi ci va", non credo ci sia bisogno di farci concupire da Beppe Grillo. Se abbiamo bisogno di qualcuno che ci parli, qualcuno che ci faccia sentire " che c'è"; insomma, se avvertiamo la necessità che qualcuno ci lecchi il deretano per farci sentire importanti e parte di questo mondo, allora io consiglio a tutti una sana seduta buddista, dove pare che non ci si senta mai soli. Un mio caro amico stava per prenderne parte. Solo che poi ha preferito dare adito all' amor proprio. E ha bidonato l' invito.

Sogni d' oro.

domenica 5 luglio 2009

Ancora ascutava!

Il terzo uomo è Ignazio Marino.
Ma sono le quattro del mattino e mi secco a dire la mia. E forse è meglio che non la dica proprio.

sabato 4 luglio 2009

" Ciascuno a suo modo" va bene. Ma quando è troppo, è troppo!

Il Congresso del Pd è vicino.
E la gente comincia a rendere note le proprie psicosi, ovvero le proprie ansie partecipative.
Luogo di discussioni zelanti quanto chiaramente inutili è ORMAI il nostro compagno di vita, FACEBOOK.
E devo ammettere che anche io non ho resistito alla tentazione di commentare il post del professore Di Grado che pubblico qui di seguito:

" IO STO CON FRANCESCHINI.
Io sto con Franceschini.
Persona per bene, Bersani; efficace amministratore, erede d’una tradizione di Realpolitik algida ma oculata, che da Togliatti a Berlinguer e oltre ha governato – e cautamente orientato – le istanze delle classi disagiate e delle élites intellettuali del nostro paese; e ha continuato a farlo con D’Alema, magari con un po’ più di cinismo, forse giustificato dal fatto che l’ex líder maximo e la sua oligarchia ex comunista non avevano più di fronte quelle masse e quelle élites, nel frattempo disgregate e snaturate, e passate al miglior offerente; e allora tanto valeva convertirsi alla politica pura, alle congiure di Palazzo, al Risiko delle reversibili guerriglie partitiche.
Io sto con Franceschini.
Persona per bene anche lui; forse meno stagionato, più genuino, e meno calcolatore, più istintivo, del suo autorevole antagonista. Ma non si tratta di questo; sono altri – e forse decisamente “impolitici” – i motivi della mia scelta. E intanto: Franceschini non ha carisma. Non è un ciurmatore mediatico come Berlusconi né un Robespierre da operetta come Di Pietro. È un uomo come tanti, un uomo comune: qualità, questa, dileggiata nell’Italia della commedia dell’arte ma prediletta nell’Europa dell’understatement, del buon senso, della politica sotto tono, del confronto civile, della moralità non come eroismo ma come normalità.
Franceschini non si atteggia ad ammiccante “papi” né a truce giustiziere, né a manager della politica né a accigliato ideologo, e nemmeno a pragmatico marpione. Ripeto: è un uomo, capace d’incepparsi e arrossire, buono per un paese che aspiri – brechtianamente – a non aver più bisogno di eroi, e per una democrazia che esiga finalmente uomini miti e problematici (com’erano forse, negli anni ’70, personaggi mansueti e accorati, travagliati dal dubbio e dalla responsabilità, come Moro, Berlinguer, papa Montini).
Ma se a modelli e icone dobbiamo fare riferimento, l’attuale segretario del PD fa pensare piuttosto ai fervori del dopoguerra, a politici ispirati e inermi come Parri o Dossetti, e a certi cineasti e scrittori d’allora (perché Franceschini è pure valente scrittore) che con affettuoso pudore ci restituirono l’Italia reale, le memorie e le speranze degli uomini comuni.
E per finire: Franceschini è cristiano ed è fieramente laico. Laico come i veri e sofferti cristiani, non come una vecchia sinistra pronta, proprio perché indifferente alle questioni ultime, ieri a votare l’articolo 7 e oggi a omaggiare la monarchia papalina. E questo per me, dubbioso credente e laico tenace, interessato più ai diritti umani che alle alchimie politiche, vale molto. Moltissimo."

Antonio Di Grado è molto chiaro. E questo è indubbiamente un "esercizio di stile" nobile.
Solo che non siamo all' università. E soprattutto non m' interessa che Franceschini scriva bene o meno.
Per concludere, penso che se io fossi una che conta, in questa società piena di intellettuali liberi, consiglierei loro di continuare a occuparsi di letteratura, " che è meglio", come direbbe un puffo famoso!


PS: Di Grado è un professore brillante, ovviamente.

sabato 6 giugno 2009

Insomma,

Eccoci. Malgrado tutto, questo blog va avanti.
Malgrado tutto, credo di avere ancora qualcosa da comunicare.
Malgrado tutto, qui si è liberi.
Ma veramente.
Oggi andrò a votare. Non sarà facile, ma lo farò.
Certo è che non capirò perché mai un bel pò di persone con le quali ho avuto il piacere di conversare stanno indirizzando la propria preferenza verso il Partito Radicale.
Io non lo disdegno affatto. Ma è vero quello che dice un mio amico che il blog " Il pianoforte" ha imparato bene a conoscere e cioè che loro, quelli del PR, hanno atteggiamenti massonici insopportabili. Ed è molto difficile parlare con gente che predica la libertà, ma che in realtà è così affezionata alle proprie nobili idee da divenire fine a sé stessa.
Ovvio: Bordin ci piace. E ci piace pure la Bonino.
Io però non capisco la gente che vota un valido proposito che però sul territorio non esiste.
Non capisco questi intellettuali che snobbano tutto in modo preventivo. Non li capisco: c'è poco da fare!
Ed è vero: meglio Rifondazione Comunista, con Paolo Ferrero e le sue teorie sul tetto agli stipendi dei manager.
Insomma, io non dico che adesso dobbiamo metterci tutti a militare, anche perchè ho capito che non è il momento. Ma è bene che si renda conto che la politica è anche pratica e non solo grandi battaglie culturali e ideologiche.
Lo so, adesso potrei sembrare ispirata da Romano Prodi, che l' anno scorso a " Che tempo che fa" ha detto a Fazio che la politica è burocrazia.
Ma abbiate pazienza: è vero!
Comunque io voto PD, anche se su Prodi continuo a pensarla come un uomo che meriterebbe di andare immediatamente in Europa. Lui ovviamente è Corrado.

PS: per vedere Corrado- Prodi, cliccate sul titolo!
Nulla è estraneo, nulla è troppo remoto da mettere in pratica.

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Laureata in Lettere presso l' Università di Catania e diplomata alla Scuola d'Arte drammatica " U. Spadaro" del Teatro Stabile di Catania.