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mercoledì 15 luglio 2009

Ottavio Cappellani e l' ironia della sorte.

Io ho un' amica speciale.
Oggi eravamo in acqua a nuotare insieme.
In acqua si chiaccherava in modo spensierato; l' argomento in questione era una recensione sul NewYork Times che riguardava lo scrittore di Sicilian Tragedy, Ottavio Cappellani.
Il punto più toccante del nostro discutere sui massimi sistemi della letteratura catanese nel mondo viene raggiunto da lei, Maria Grazia, che con ingenuità intellettualmente curiosa mi chiede:

" Ma perché le traduzioni hanno tutto questo successo nel mondo?"


Arrivederci e a presto.



mercoledì 27 maggio 2009

" La libertà non è star sopra un albero ..."

La mia cara amica Maria Grazia ha finemente notato che il siciliano non usa mai i verbi col tempo al futuro, perchè il siciliano non si rivolge al futuro.
E penso al " Gattopardo", ai " Viceré", al " Bell' Antonio" e a tutta la letteratura siciliana di quei galantuomini conservatori, si, ma tanto bravi ad intuire la necessità di valori come libertà e progresso.
La Sicilia non ha futuro. Ma aspetta. E' questo il segreto di una terra dalle eterne contraddizioni.
E ha proprio un senso profondo lo scambio di battute pinteriano tra i muratori che lavorano vicino casa mia e che riporto qui sotto:

A: " Uora è tempu?"
B: " Uora no."
A: ( dopo quasi un minuto di silenzio) " E uora?"
B: " Uora tu dicu!"

Anche io voglio saperlo ...

Nulla è estraneo, nulla è troppo remoto da mettere in pratica.

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Laureata in Lettere presso l' Università di Catania e diplomata alla Scuola d'Arte drammatica " U. Spadaro" del Teatro Stabile di Catania.